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Archivio di aprile 2010

cistite: che cosa la scatena e come curarla

Si manifesta con un forte dolore 24-72 ore dopo il rapporto sessuale, con bruciore vescicale e uretrale, minzione frequente e dolorosa, talvolta perdite di sangue nelle urine (“ematuria”). E’ la cistite post-coitale, un disturbo più frequente di quanto si pensi, spesso recidivante e che spinge molte donne a evitare l’intimità. I fattori che la provocano sono molteplici: è quindi indispensabile identificarli con esattezza, per rimuovere il problema alla radice. Rinunciando a quella sorta di “minimalismo terapeutico” che spinge a ricorrere solo agli antibiotici, a dosi sempre più potenti e per periodi sempre più lunghi, con il rischio di danneggiare gli ecosistemi intestinale e vaginale, e favorire così le infezioni da candida.
In questa intervista spieghiamo:
– che cos’è la cistite e i sintomi che la caratterizzano;
– i fattori che la favoriscono (“predisponenti”): carenza di estrogeni (con alterazione del pH e dell’ecosistema vaginale e maggiore vulnerabilità ai traumi meccanici), stipsi, eccessiva contrazione (“ipertono”) del muscolo elevatore dell’ano;
– i fattori che la innescano (“precipitanti”): infezioni da germi, trauma da rapporto sessuale (cistite post-coitale), brusche variazioni di temperatura (cistite da freddo), danni chimici o fisici (chemio e radioterapia);
– i fattori che ostacolano la guarigione (“di mantenimento”): diagnosi incompleta e, quindi, terapia inadeguata;
– le cause per cui il rapporto sessuale può scatenare la cistite;
– il motivo per cui si assiste a una frequente comorbilità fra cistiti e sintomi sessuali come la secchezza vaginale e il dolore alla penetrazione (“dispareunia”);
– quali esami medici bisogna fare, per la donna e anche per il partner, soprattutto se le cistiti sono comparse nei primi mesi di una nuova relazione in cui non si sia usato il profilattico;
– le soluzioni per eliminare il disturbo ed evitare le recidive: normalizzazione del pH e dell’ecosistema vaginale; ripristino del normale livello estrogenico in vagina; correzione della stipsi; rilassamento del muscolo elevatore dell’ano; assunzione di mirtillo rosso (ottimo per combattere alcuni tipi di germi); miglioramento della risposta sessuale; antibiotici mirati e a dose piena (solo nel caso di cistite infettiva); cura del partner, se portatore dell’infezione primaria.

Cistiti post-coitali a cura della prof. A: Grazziotin

La cistite post-coitale è un disturbo molto fastidioso, spesso recidivante e più diffuso di quanto si pensi: si manifesta con un forte dolore 24-72 ore dopo il rapporto, bruciore vescicale e uretrale, una minzione frequente e dolorosa, e a volte perdite di sangue nell’urina (ematuria). Esasperata da un disagio che non riesce a superare, la donna finisce spesso per evitare ogni forma di intimità, il che però può logorare l’armonia della coppia. L’assunzione indiscriminata e spesso autogestita di antibiotici, d’altra parte, non risolve quasi mai il problema, e alla lunga può danneggiare l’ecosistema intestinale e vaginale. Per guarire è invece indispensabile che siano correttamente diagnosticate e curate le cause che favoriscono l’infiammazione (fattori predisponenti), quelle che la scatenano (fattori precipitanti) e, infine, quelle che ostacolano la guarigione (fattori di mantenimento). Solo in questo modo è possibile ritrovare il benessere fisico, stroncare il circolo vizioso delle recidive e recuperare una relazione sessuale pienamente soddisfacente.
Che cos’è esattamente la cistite? Da quali cause è innescata? Perché può essere scatenata anche dai rapporti sessuali?
In questa intervista illustriamo:
– la definizione di cistite e i sintomi che la caratterizzano;
– i fattori predisponenti, e il loro specifico meccanismo d’azione: carenza di estrogeni, stipsi, ipertono del muscolo “elevatore dell’ano”;
– i fattori precipitanti: infezioni da germi; trauma da rapporto sessuale (cistite post-coitale); brusche variazioni di temperatura (cistite da freddo); danni chimici o fisici (chemio e radioterapia);
– i fattori di mantenimento: diagnosi non accurata, terapia inadeguata;
– perché il rapporto sessuale può scatenare la cistite;
– la frequente comorbilità fra cistite, secchezza vaginale e dolore alla penetrazione (dispareunia);
– la prevalenza delle cistiti post-coitali, con particolare riferimento alla recidive;
– come il dolore da cistite non sia mai “psicosomatico” ma costituisca, al contrario, un vero e proprio “semaforo rosso” che deve allertare il medico sulla salute uroginecologica della donna;
– la conseguente importanza, ai fini terapeutici, di una diagnosi precisa dei diversi possibili fattori che, a livello squisitamente biologico, favoriscono, scatenano e mantengono l’infiammazione

Conferenza al Circolo Filologico Milanese

Grande successo di pubblico alla conferenza sul perineo al Circolo Filologico milanese del 22 aprile 2010 patrocinata dalla associazione DonnEuropee – Federcasalinghe. Oltre 100 signore si sono presentate all’appuntamento con “le startegie di cura ed attenzione” al perineo ed hanno ascoltato con attenzione la relazione del ginecologo dott. Kim Noci, di Dialma Guida e della psicoterapeuta dott.ssa Fumagalli. Numerosi gli interventi al dibattito conclusivo a testimoniare l’interesse vivo suscitato dall’argomento affrontato. Grande risalto è stato attribuito al ruolo della prevenzione nei confronti di una struttura anatomica quotidianamente sottoposta a “stress” e che può mantenersi in perfetta efficienza con le dovute attenzioni.